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La psicoterapia serve solamente in alcuni casi specifici

Quando è opportuno rivolgersi allo psicologo?

La psicoterapia è un percorso che permette di ottenere una maggiore consapevolezza, superando i blocchi emotivi e migliorando le relazioni interpersonali.  Non ci sono casi per cui è più indicata: ogni persona che viene da noi porta con sé il suo bagaglio di esperienze e gli obiettivi che vuole raggiungere. Per noi è come un atleta che vuole potenziarsi: la psicoterapia, come una palestra, offre uno spazio protetto di “allenamento” in cui ciascuno può conoscersi meglio e imparare delle strategie per raggiungere i propri obiettivi e stare bene.

 

Se ho un po’ di ansia in che cosa può essermi utile la psicoterapia?

E’ sempre una preziosa risorsa per conoscere l'ansia, lavorando non solo sugli aspetti sintomatici ad essa collegati, ma anche sulle situazioni che eventualmente la generano, sui vissuti che la accompagnano e sui meccanismi psichici che la alimentano. La psicoterapia, quindi, mi aiuta a stare meglio, qualunque sia il mio "punto di partenza".

 

Che cos’è la diagnosi? In che cosa può essermi utile?

Diagnosi è la comprensione e la definizione del problema  e l’orientamento a possibili strategie di trattamento. Consiste in quattro colloqui in cui  vengono raccolte le informazioni sulla storia personale e identificati i sintomi. La diagnosi è fondamentale perché favorisce l'individuazione dei punti di forza personali. Si allontana, dunque, dal restrittivo concetto di conoscenza degli aspetti patologici e dei punti di debolezza di ognuno, per utilizzare invece in modo pro attivo e costruttivo gli elementi di crescita e le risorse individuali che essa mette in luce. 

 

Cosa sono i sintomi?

I sintomi sono dei segnali che la nostra mente e il nostro corpo ci mandano per dirci che qualcosa non va: ansia, paura, stress, pensieri negativi e ripetitivi… procurano un disagio o, a volte, una profonda sofferenza. Sapersi fermare e mettersi in ascolto è il primo passo per il cambiamento. Dal momento che i sintomi parlano un linguaggio diverso da quello che conosciamo, l’'intervento di un esperto permette di identificarli, di  comprenderne le cause e il significato in modo da poterli affrontare e superare.

 

Perché è così difficile interrompere i sintomi e uscire dalla sofferenza?

I sintomi sono solo la punta dell’iceberg: sotto questa parte emergente ci sono comportamenti, esperienze, emozioni, immagini e pensieri inconsci. Spesso la volontà non basta per disattivare il circolo negativo che questo livello profondo riattiva continuamente. Per sciogliere i punti critici e trasformare la sofferenza bisogna considerare tutti questi livelli insieme, proprio perché il livello profondo è quello più difficile da raggiungere con la consapevolezza, ma anche quello più potente (nel bene e nel male!)

 

Se ho l’ansia devo prendere per forza un farmaco? Devo andare dallo psicologo, dal medico di famiglia o dallo psichiatra?

No, non è sempre necessario. ci sono diversi “livelli” di ansia. Ogni situazione viene valutata tenendo presenti tanti fattori: la storia personale, gli aspetti biologici e quelli psichici. Lo psicologo non può prescrivere farmaci. In alcuni casi, dopo aver fatto la diagnosi, valutiamo che è sufficiente un percorso di psicoterapia per abbassare il livello di ansia e imparare delle strategie che consentano di stare bene; in altri casi riteniamo opportuno fare anche una valutazione farmacologica per capire se e quale farmaco potrebbe essere d’aiuto per risolvere i sintomi. In questo caso dà indicazioni alla persona di rivolgersi al medico di famiglia per fare questa valutazione. A questo punto generalmente la persona segue la terapia farmacologica su indicazione del medico e contemporaneamente la psicoterapia. Lo psichiatra viene consultato per alcuni trattamenti farmacologici più specifici. Naturalmente la collaborazione tra medico e psicologo è molto importante per favorire la definizione di un buon piano terapeutico.

  

Se un mio familiare sta male e presenta sintomi depressivi come posso fare?

Spesso chi presenta sintomi depressivi non chiede consigli o pareri né tantomeno critiche o rimproveri, si aspetta invece di essere ascoltato per essere capito. Certo, questo non è sufficiente per sciogliere la sofferenza, ma è sicuramente fondamentale. Una persona depressa non ha le forze per  stare meglio: non è una questione di forza di volontà, quindi è meglio evitare frasi di incoraggiamento che non farebbero che accentuare le difficoltà insite nel disturbo stesso. Piuttosto i familiari possono rivolgersi a un esperto per essere supportati a loro volta, per capire come comportarsi e come fare per intervenire sulla persona depressa che, quasi sempre, non riconosce il suo malessere o comunque rifiuta ogni possibile aiuto.




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